Una delegazione di dodici studenti del Gritti per un'unica e grande destinazione: New York!
Si è concluso con grande entusiasmo il viaggio che ha portato un gruppo di ragazzi della nostra scuola a “mordere la Grande Mela”, vivendo un’esperienza formativa e culturale indimenticabile. Durante il soggiorno, gli studenti hanno avuto l’opportunità di esplorare alcuni dei luoghi più iconici della città: da Times Square a Central Park, passando per la Statua della Libertà e il ponte di Brooklyn, ma anche Little Italy e Chinatown.
Ogni tappa si è trasformata in un’occasione di scoperta, permettendo ai ragazzi di immergersi nella storia, nell’arte e nella vivacità di una metropoli unica al mondo.
Come scriveva Walt Whitman, “I hear America singing, the varied carols I hear”: una molteplicità di voci e culture che i nostri studenti hanno potuto toccare con mano tra le strade di Manhattan. Il momento centrale del viaggio è stato però rappresentato dalla partecipazione alla simulazione delle Nazioni Unite con il progetto IMuner realizzato con United Network, un’esperienza altamente formativa che ha visto gli studenti confrontarsi su temi di attualità internazionale, sviluppando competenze di public speaking, negoziazione e collaborazione.
Nei panni di delegati, i ragazzi hanno lavorato con impegno e serietà, distinguendosi per preparazione e spirito critico. In questo contesto, le parole di Robert Frost sembrano risuonare con particolare significato: “Two roads diverged in a wood, and I— / I took the one less traveled by”, a sottolineare il coraggio di mettersi in gioco e affrontare nuove sfide. A coronamento di questa esperienza, il gruppo ha visitato il celebre Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, un luogo simbolico che ha reso ancora più concreto il lavoro svolto durante la simulazione.
Proprio in questo contesto, due delle nostre studentesse si sono particolarmente distinte, ricevendo una prestigiosa “Honorable Mention”, riconoscimento assegnato per l’eccellenza dimostrata nel dibattito e nella rappresentanza del Paese a loro assegnato.
Il viaggio a New York si conferma così non solo come un’occasione di crescita culturale, ma anche come un’esperienza di vita capace di lasciare un segno profondo nei partecipanti. Come scriveva ancora Whitman, “I am large, I contain multitudes”: proprio come la città che li ha accolti, anche i nostri studenti tornano più ricchi, consapevoli e pronti ad affrontare il loro futuro con uno sguardo più aperto sul mondo e l'interculturalità.
Muner New York
Pubblicato il 24-03-2026
